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Bruges - Belgio

Alla scoperta della città medievale meglio conservata del Belgio, dove oltre alle chiese gotiche, anguille e cozze la fanno da padrone…

 

Per il gotico:

durante il Medioevo, la piazza centrale della città era il cuore amministrativo, un’apoteosi di stile gotico, per esprimere tutta la ricchezza e la maestosità di Bruges di quei tempi. Molti degli edifici furono ricostruiti nel XV secolo ma lo Stadhuis, il più antico municipio del Belgio, è datato 1376. andate al primo piano, c’è un favoloso salone con un soffitto di legno originale.

 

Per gli aquiloni:

in un giorno di brezza, nulla schiarisce di più la mente che una gita sulla spiaggia a Zeebrugge, la città del porto vecchio, a mezz’ora di macchina da Bruges. Puoi fare una passeggiata tra le dune e, quando il vento si alza, far volare l’aquilone. Ne puoi comprare uno in centro città o propiro lì, nei negozietti di fronte al mare, se doveste volere qualcosa di più chiedete alla Rusty House, un barattino e surf center sulla spiaggia. Se invece vi ispirasse di più il kite surf vi conviene rivolgervi all’Icarus kite Center.

 

Per la cucina:

Qui considerano il cibo una cosa davvero seria. Per lo più in città vengono serviti piatti semplici, dal fritto fresco venduto nelle bancarelle alle cozze cotte con prezzemolo e sedano. Se avete voglia di imparare, potete, magari con un gruppo di amici, iscrivervi ad una cooking class di due ore al Kempinski (€. 200,00 a persona) dove il cuoco vi mostrerà che cosa fare con i gamberetti e i rombi pescati a Zeebrugge. Si mangerà poi quello che si è cucinato, mentre un esperto sommelier vi offrirà vini ben abbinati.

 

Per il cioccolato:

Il Belgio è diventato famosissimo per il suo cioccolato e a Bruges che c’è addirittura un museo dedicato. Dove è meglio comprarlo? Di alto livello quello di Godiva, ma ottimi anche Chocolate Line ed il più basico, che si trova al supermercato di Cote d’or e Spegelaere.

 

Per le notti fuori:

Si dice che, a Bruges, in un anno, ci siano più bar che notti. Il De Vissinge, con il suo rivestimento in legno, è il più antico, e il De Versteende Nacht è uno dei più vivaci, sempre con quella sua bella musica jazz suonata dal vivo fino a tarda notte. Piacevole poi l’atmosfera, in qualsiasi momento della giornata si capiti, al De Republiek, accanto al miglior cinema della città: nello spazio interno e nel cortile, vengono serviti cocktail, birre e piatti gustosi nella loro semplicità. Durante il weekend l’ambiente si scalda don le performance dei dj.

 

Per i quadri:

Hans Memling, il prolifico maestro del XV secolo, non è nato a Bruges, ma è qui che ha prodotto alcuni dei suoi lavori migliori ed è qui che c’è un museo dedicato a lui, dove è possibile vedere l’espressione del suo genio e il suo inconfondibile uso del colore. Non è un caso che sia alloggiato nel Sint-Jan Hospitaalmuseum, l’antico ospedale per il quale dipinse molti pezzi importanti. Tra i capolavori, uno scrigno che conserva le reliquie di Sant’Orsola e una pala d’altare con diverse scene interessanti, tra cui il matrimonio mistico di Santa Caterina, San Giovanni Battista decapitato e San Giovanni Evangelista a Patmos.

 

Per i canali:

Bruges è costruita sull’acqua e i suoi numerosi canali fanno parte di una rete che in qualche modo collega la città al mare del Nord. Tra tutti, il più romantico è sicuramente il Groenerei, il canale verde. Lo si vede bene da Peerdebrug e dall’Horse Bridge, su Peerdenstraat: guardando verso Meebrug, il Groenerei è costeggiato da alberi e rampicanti, eleganti case del XVII secolo e dalla torre della cattedrale.

 

Per la birra local:

La birra è un’altra cosa che a Bruges prendono seriamente, come il cibo. La gamma di scelta è sconcertante. Tra le centinai di etichette belghe, le più “local”sono quelle della De Halve Maan che, ancora a conduzione familiare, è l’unica fabbrica rimasta nel centro in città. Se vi interessano i processi di produzione della birra, tutti i giorni sono organizzate visite guidate (45 minuti €. 5,50). Vengono offerti anche pasti, serviti nella vecchia stanza di fermentazione o nel cortile, anche se li si va per lo più per bersi un buon boccale: ottima la Brugse Zot, una lager nella fermentazione naturale con il 5% di alcol o la più forte Staffe Hendrik al 9%.

 

Per le chiese:

Non è tanto per la sua dimensione che è diventata famosa la Chiesa di Nostra Signora, su Mariastraat, anche se la sua guglia, alta 122 metri, è uno dei punti più alti del paese, la sua reale meraviglia sta nella semplicità gotica degli interni che contrasta con le sculture elaborate nel XV secolo sulle tombe reali vicino all’altare. Iniziata nel 1220, ci sono voluti quasi duecento anni per completare questa chiesa, celeberrima anche per la sua famosa acustica. Vale la visita la Madonna col bambino di Michelangelo, l’unica opera del maestro a lasciare l’Italia mentre lui era ancora in vita.

 

Per il pane croccante:

I panifici sono aperti tutti i giorni e al mattino cominciano prestissimo, anche prima delle 7. la domenica, il viaggio per comprare i pistolets freschi (panini croccanti) è un rituale che molti osservano quasi religiosamente. In qualsiasi panetteria si può trovare una gamma incredibile di panini, ma Desuete è forse il più conosciuto per la sua tradizionale boeterkoeken che ha il sapore di un croissant con uvetta, e per il frangipane, una torta a base di mandorle.

 

Per le collezioni d’arte:

 Il Groeningemuseum è sede di una delle più belle collezioni d’arte del XV e XVI secolo. Si trovano opere di Gerard David, Hieronymus Bosch e di Hans Memling, maestro di origine tedesca che qui in città ha pure un museo dedicato. Ma su tutte, le più sontuose e drammatiche sono quelle di Jan van Eyck la cui pittura di soggetti religiosi ha catturato la natura cosmopolita di Bruges nel suo periodo di massimo splendore.

 

Per la moda:

Anversa è la capitale della moda del Belgio:è lì che c’è il Museo della Moda e il flagship store di Dries Van Noten oltre a tutti quelli di molti altri designer del paese. Ma se non ci si vuole impegnare ad andare fino in l, potete trovare un’ottima selezione dei migliori brand locali nel negozio l’Heroine, dove si scovano nuove etichette di talenti emergenti. Le collezioni qui tendono ad essere un po conservatrici come, d’altra parte, è conservatore il popolo di Bruges. C’è pero quel tocco chic del nord che attrae sempre.

 

 Per la processione:

Nella Heilig-Bloedbasiliek, la Basilica del Sacro Sangue, c’è una fiala che si dice, contenga il sangue di Gesù. Secondo alcune fonti, il sangue sarebbe stato portato da Costantinopoli da un Crociato conte di Fiandra. Tutti i venerdì viene esposta e ogni anno, dal 1300, la fiala viene portata in processione intorno alla città, un evento ormai folcloristico, quasi uno spettacolo di costume. La prossima processione si terrà il 9 maggio 2013. 

 

Per le mura:

Alla fine del XVIII secolo, Bruges era circondata da spesse mura e da un canale che serviva oltre che da fossato anche da connessione con il mare. Il canale, ancora oggi, continua a far parte di una grande rete d’acqua, la Ghent-Ostenda, sulla quale c’è un traffico notevole di chiatte. Le mura furono abbattute nel 1780, ma quattro delle otto porte antiche sono sopravvissute. Quella che si è meglio conservata è la Kruispoort. Costruita nel 1402, riesca a dare bene l’idea dell’altezza e dello spessore delle pareti.

 

Per il pand:

L’old style del Pand è perfettamente in linea con la città, e il suo servizio è cosi come ci si aspetterebbe che fosse per un hotel pluripremiato. Situato in una dimora del XVIII secolo, a pochi passi dal centro della città, l’albergo da la sensazione di una casa confortevole: la colazione è servita in una stanza luminosa con n piano cottura Aga e bevande a disposizione nel piccolo bar. Oltre alle camere doppie ci sono eleganti suites.

 

Per i ricordi:

La maggior parte dei cafè sulla piazza Markt sono invasi dai turisti e gli abitanti di Bruges cercano di evitarli. Ma per Craenenburg è diverso, non fosse altro che i clienti più romantici non possono non pensare che da qui, nel 1460, Margherita di York si sedeva a guardare le giostre girare. Alcuni di loro sono invece ex membri dei club di fumatori di Bruges,che una volta si riuniva qui. Oggi, chi si siede fuori a fumare, a guardare la coda per le carrozze a cavallo , o ad ammirare la guglia del campanile innalzata nel XIII secolo. All’interno ci sono pannelli in legno e la classica atmosfera cittadina. Insomma, andarci vale la pena, anche se più per i cocktail che per il cibo.

 

Per i merletti da museo:

la bottega dei calzolai Guild del XVII secolo è stata trasformata in n affascinante museo del folclore, ricco di oggetti storici di lunga vita, con stanze che assomigliano a una vecchia farmacia. Il posto attira anche i visitatori che non hanno alcun interesse per la storia: qui è in vendita un merletto originale, cosa da non sottovalutare visto che oggi, in centro a Bruges, si trova pressoché solo il pizzo importato dalla Cina.

 

Per le piste ciclabili:

Le autorità locali si sono impegnate per migliorare la vita dei ciclisti. Cosi, se volete sentirvi attivi, noleggiate una bici da Eric Popelier. Bruges è estremamente cycle-friendly e chi pedala ha la priorità in molti incroci stradali. Se ci si  vuole spingere fuori città, Damme è la destinazione più consigliabile: è un incantevole borgo medievale a meno di otto chilometri di distanza. Una pista ciclabile corre lungo il viale alberato del canale e attraversa un bellissimo paesaggio di campagna.

 

Per le cozze:

Le cozze sono un’istituzione e sono servite in moltissimi ristoranti della città, ma il Breydel de Conino (il re) è all’altezza del suo nome e offre piatti eccezionali: è piccolo, sulla strada che collega il Burg al Markt, e l’atmosfera può non sembrare un granchè (l’acquario è forse la caratteristica principale) ma le pietanze sono davvero buone. Nel menù ci sono aragoste e anguille, ma sono le cozze la vera attrazione, servite in grandi vasi – si tende a calcolare un chilo a persona – e accompagnate da un piatto di patatine fritte.

 

Per quella casa:

Peter Bladelin, nel XV secolo, era uno degli uomini più ricchi di Bruges e la sua casa, costruita nel 1450, è stata riconosciuta come uno dei più bei palazzi privati della città. Ora è una casa di riposo che può essere visitata su appuntamento: il giardino interno è aperto da lunedì al sabato, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17

Ultima modifica il Domenica, 07 Ottobre 2012 17:34

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