Venezuela (nome ufficiale República bolivariana de Venezuela, Repubblica bolivariana di Venezuela), stato dell'America meridionale; confina a est con la Guyana, a sud con il Brasile, a ovest con la Colombia, mentre a nord si affaccia sul mar dei Caraibi e sull'oceano Atlantico. La capitale è Caracas. Delle circa settanta isole al largo della costa che appartengono al paese, Margarita è la più importante, nonché la più estesa. Il Venezuela rivendica i territori della Guyana che si estendono dal confine tra i due paesi al corso del fiume Essequibo

Documenti: passaporto con almeno 6 mesi di validità Vaccinazioni: nessuna vaccinazione obbligatoria 

Clima: il paese è caratterizzato da un clima equatoriale, con temperature piuttosto elevate e costanti. Sostanzialmente si caratterizza con due stagioni: da novembre a maggio il clima è secco con temperature elevate, nei mesi restanti ci sono acquazzoni intensi ma di breve durata; è nella stagione umida che le cascate si possono ammirare nel massimo splendore; grazie alla sua posizione geografica.

L'arcipelago di Los Roques non è soggetto né ad uragani né a tempeste tropicali. II paese è caratterizzato da un clima di tipo equatoriale, con temperature piuttosto elevate e costanti

Moneta: venezuelan bolivar

Storia: Prima dell'arrivo dei conquistatori spagnoli il territorio dell'attuale Venezuela era abitato da popolazioni indigene dedite all'agricoltura e alla pesca. La regione fu raggiunta da Cristoforo Colombo nel 1498, nel corso del suo terzo viaggio nel Nuovo Mondo. Furono altri esploratori tra cui Amerigo Vespucci ad esplorare la costa del Venezuela e ad addentrarsi nell'interno fino a scoprire il lago di Maracaibo, nei primi anni del XVI secolo. A partire dal 1520 gli spagnoli vi fondarono i primi insediamenti, il più importante dei quali fu il nucleo dell'odierna Caracas nel 1567. Agli inizi dei XIX secolo, come in tutta l'America latina, nel paese si sviluppò un forte movimento indipendentista. Fallito nel 1806 un primo tentativo di insurrezione, Francisco de Miranda unì le sue forze a quelle di Simón Bolívar, che liberarono nel 1810 H Venezuela dalle truppe spagnole e l'anno seguente proclamarono l'indipendenza. Gli anni successivi furono caratterizzati dal continuo scontro tra le forze indipendentiste e quelle realiste: dopo aver deposto Miranda nel 1812, l'anno seguente i realisti furono a loro volta sconfitti dall'esercito di Simón Bolívar. Allontanati una seconda volta nel 1814, i patrioti si radunarono in esilio e si organizzarono per un nuovo attacco alle forze spagnole, fino a sconfiggerle. L'indipendenza fu assicurata dalla definitiva vittoria di Bolívar sugli spagnoli nel 1821. Fu il generale Gómez che riuscì ad imporre una severissima dittatura, che durò (salvo brevi intervalli) fino alla sua morte, nel 1935. Durante il regime di Gómez fu avviato lo sfruttamento del petrolio, scoperto già nel 1880, che attirò nel paese imprese straniere, soprattutto statunitensi; grazie ai proventi del petrolio il governo di Caracas poté estinguere i debiti internazionali e appianare gli antichi contrasti. Lo sviluppo che ne derivò finì tuttavia per favorire soprattutto le élite, anche a causa dell'estesa corruzione dell'apparato politico ed economico del paese.

Le elezioni presidenziali del dicembre 1973 videro instaurare la presidenza di Pérez, che cercò di migliorare i rapporti con i paesi vicini e seguì una politica di autonomia dagli Stati Uniti. in politica estera il suo governo fu ostile alla dittatura militare in Cile, ripristinò le relazioni diplomatiche con

Cuba e creò il Sistema economico latino-americano (SELA). Nel 1975-76 nazionalizzò le industrie dell'acciaio e dei petrolio e sostenne l'agricoltura con parte dei proventi del petrolio.

Pérez avviò un processo di liberalizzazione dell'economia; i provvedimenti del suo governo destarono un forte malcontento popolare e causarono estese agitazioni sociali, duramente represse dalla polizia e dall'esercito. Nel 1991 il Venezuela firmò con altri paesi latinoamericani un trattato inteso a istituire un mercato comune entro il 1995.

Nel 1992 furono sventati due tentativi di colpo di stato, ma il potere comunque ne uscì fortemente indebolito; l'anno seguente, accusato di corruzione, Andrés Pérez fu destituito. Alla fine degli anni Chàvez varò un programma di radicali riforme politiche e, in un clima di aspro conflitto con gli altri partiti, convocò le elezioni di un'Assemblea costituente. Eletta in luglio, l'Assemblea redasse una nuova Costituzione, che fu approvata a stragrande maggioranza da un referendum popolaretenutosi il 28 dicembre; la nuova Costituzione concedeva ampi poteri al presidente, aboliva il sistema bicamerale istituendo un'Assemblea nazionale, cambiava il nome ufficiale del paese in Repubblica bolivariana di Venezuela, sottolineando la continuità ideale del paese con la lotta anticolonialista e indipendentista dei primi decenni del XIX secolo. La nuova Costituzione, ispirata a ideali egualitaristi e populisti, dichiarava inoltre non privatizzabili settori considerati di interesse nazionale (in particolare quello petrolifero), riconosceva per la prima volta il diritto al lavoro, all'educazione e alla sanità, e concedeva agli indios ampie competenze sui territori ancestrali (più della metà del territorio venezuelano). Chàvez intensificò la lotta contro la burocrazia e la corruzione, sospendendo tutto il gruppo dirigente dei sindacati e ottenendo speciali poteri che gli consentirono di promulgare leggi senza dover affrontare il dibattito in Parlamento né ottenere da questo il consenso; di fatto, al vertice del paese venne posta un'organizzazione centralizzata formata da Chàvez e da un ristretto gruppo di fedelissimi. Chàvez inaugurò inoltre un'audace diplomazia, che lo portò a stabilire relazioni con Cuba e a compiere, primo capo di stato dalla fine della guerra del Golfo, una visita ufficiale in Iraq. Ciò gli procurò la diffidenza della stampa e del mondo della cultura ma, soprattutto, la virulenta opposizione delle vecchie oligarchie politiche, della Chiesa e dei settori economici e finanziari dei paese. Nonostante i tanti scontri nei confronti di Chavez, questi ancora nel 2004 venne nuovamente confermato dagli elettori. Nel giugno 2006, ottenendo il 60% dei voti, Chàvez è riconfermato alla presidenza del Venezuela. Il programma del presidente, oltre al proseguimento della "rivoluzione bolivariana", comprende l'istituzione di un nuovo sistema politico e sociale nel paese, definito "socialismo del XXI secolo".

Curiosità: il salto dell'angelo, una magia d'acqua in caduta libera per quasi 1000 metri, immerso in un'area verdissima ricca di fiumi e altre cascate spettacolari che rendono unica la zona di Canaima.

Destinazioni turistiche:

Los Roques: L'arcipelago Los Roques, area protetta venezuelana nel mar dei Caraibi, è costituito da un gruppo di isolotti, detti cayos, pianeggianti e sabbiosi, con scarsa vegetazione. Le isole furono toccate da Cristoforo Colombo di ritorno da Hispaniola. Arcipelago Los Roques, parco nazionale Area protetta del Venezuela, situata nel mar dei Caraibi, 140 km a nord del litorale venezuelano. Il basamento dell'arcipelago è costituito da un tavolato di rocce metamorfiche affiornate unicamente nell'isola di GranRoque; i rimanenti cayos sono formati da sedimenti calcarei lasciati da coralli e conchiglie.

Maracaibo: Città e porto del Venezuela nordoccidentale, capitale dello stato federato di Zulia, sorge sulla riva occidentale di un canale che collega il lago di Maracaibo con il golfo del Venezuela, aperto sul mar dei Caraibi. l'attività industriale prevalente è legata al settore petrolifero. La città è sede di due università: quella di Zulia, fondata nel 1891, e quella di Rafael Urdaneta, istituita nel 1973, e di un museo di storia militare. Una vasta area metropolitana costituita da grandi barrios(quartieri) circonda il centro cittadino. Seconda città del Venezuela, Maracaibo offre degli scorci di grande suggestione. Gli edifici di stile coloniale sono intonacati con colori brillanti e le finestre sono decorate con grondaie e  modanature dalle forme più varie. L'allegro folclore di queste abitazioni contrasta con gli edifici che circondano la parte più antica della città, capitale dello Stato di Zuka.

Caracas: Tra i punti di interesse spicca la Plaza Bolívar, con il monumento equestre dedicato all'eroe dell'indipendenza del Sud America, nativo di Caracas. Nei pressi si trovano il Campidoglio, l'Università centrale del Venezuela (1721) e il Pantheon, dove è sepolto Bolívar. Degni di nota sono inoltre la Cattedrale, costruita a partire dal 1559, sede dell'arcivescovo del Venezuela; la Casa Amarilla, antica sede dei governatori coloniali; il palazzo presidenziale di Miraflores e il Teatro Nazionale, entrambi del XIX secolo. Al di là di questi edifici storici, Caracas mostra un aspetto moderno: esempi di architettura funzionalista (molti firmati da Carlos Raúl Víiianueva) si trovano nella città universitaria, lungo il celebre corso dei Próceres e nel complesso culturale Teresa CarreMo. La Cattedrale di Caracas, capitale del Venezuela, fu sede, nel 1783, del battesimo del patriota Simón Bolívar, e ne ospita le spoglie. L'edificio è forse più modesto di altre chiese del continente sudamericano, ma è comunque di notevole pregio per le decorazioni ben conservate. La sua costruzione ebbe inizio nel 1559, nel sito in cui in precedenza si trovava un'altra chiesa, e subì danni nei terremoti del 1641 e del 1766. L'interno contiene pezzi di grande valore, come l'altare maggiore.

Ciudad Bolivar: Città e porto fluviale dei Venezuela orientale, capitale dello stato di Bolívar situata sul fiume Orinoco. È centro commerciale, i cui principali prodotti di esportazione sono oro, diamanti, metalli, bestiame, cavalli, pellami, essenze pregiate e batata (usata principalmente per palline da golf e cinghie). La città fu fondata nei 1764 con il nome di San Tomàs de la Nueva Guayana, ma divenne popolarmente nota come Angostura (da cui l'omonima salsa, inventata nel 1824 per aromatizzare cibi e bevande). Nel XIX secolo fu sede del governo rivoluzionario durante la lotta per l'indipendenza dalla Spagna. Dopo il 1840 venne ribattezzata in onore dell'eroe nazionale Simón Bolívar.

Isla Margarita: L'isola Margarita, rinomata meta turistica venezuelana, è formata in realtà da due isole unite da un istmo; tra i due nuclei si trova la laguna di Arapano. La parte occidentale presenta un profilo scosceso e un clima secco; la popolazione dell'isola si concentra nella sua parte orientale, caratterizzata da un clima più umido e dalla presenza di fertili pianure alluvionali. Il nome di Margarita, che in latino significa "perla", fu dato all'isola da Cristoforo Colombo per via dell'abbondanza di molluschi perliferi lungo le sue coste. Situata nel mar dei Caraibi a breve distanza dalla penisola di Araya. È compresa nello stato venezuelano di Nueva Esparta, costituito da un gruppo di isole delle quali Margarita è la maggiore. E' formata da due nuclei montuosi uniti da un istmo. La città più grande è Porlamar centro di produzione delle perle di antica tradizione.

Personaggi: Bolívar, Simón (Caracas 1783 - San Pedro Alejandrino 1830), generale e uomo politico sudamericano, il più grande tra i capi della lotta per l'indipendenza dell'America meridionale dalla Spagna. Membro di una delle grandi famiglie di piantatori della costa venezuelana, intraprese la carriera militare. Influenzato dalle teorie dei filosofo francese Jean-Jacques Rousseau, si unì alle forze di Francisco de Miranda nella rivolta antispagnola. Maturò il progetto per la creazione di un'America latina indipendente, repubblicana e federale, oltre che il convincimento della necessità di governi forti che contenessero le spinte anarchiche e i conflitti sociali. Bolívar istituì una dittatura, assumendo la carica di Libertador("Liberatore"). Sconfitto dalle truppe spagnole, nel 1814 fu nuovamente costretto a rifugiarsi all'estero, in Giamaica, e più tardi ad Haiti.Con la schiacciante vittoria ottenuta sugli spagnoli nella battaglia del 24 giugno 1821 vicino a Carabobo, Bolívar assicurò definitivamente l'indipendenza al Venezuela, mentre l'anno seguente i successi riportati in Ecuador fecero sì che anche quella regione divenisse parte della Colombia. Fu poi la volta del Perù a essere liberato (1824); le regioni settentrionali si costituirono nel 1825 nell'autonoma Repubblica della Bolivia (battezzata così in onore del suo liberatore). Per perseguire il suo progetto di unificazione dell'intero Sud America in una sola grande repubblica federale, nel giugno del 1826 Bolívar convocò a Panama una conferenza che però lo vide in netta minoranza; di li a poco sarebbe andata in frantumi la Confederazione della Grande Colombia. Incapace di pacificare le varie fazioni in lotta, Bolívar abbandonò il potere il 27 aprile 1830; morì il 17 dicembre dello stesso anno, sconfitto militarmente e politicamente. Principale artefice e catalizzatore della rivolta sudamericana contro il colonialismo spagnolo, Simón Bolívar promosse e partecipò direttamente alla lotta di liberazione di Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela. Per questa ragione fu poi noto con l'epiteto e/ Libertador.

Ultima modifica il Lunedì, 22 Ottobre 2012 12:29

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